RUMORS DEL 14 GIUGNO

Giugno 14, 2017

DIGITOUCHRUMORS DEL 14 GIUGNO

MEDIASET

Secondo la Repubblica, Vivendi avrebbe chiesto ad Agcom (Autorità delle Comunicazioni) un mese di proroga per decidere come adeguarsi alle richieste dell'Authority, che ha stabilito che il gruppo francese non può avere una contemporanea partecipazione di rilievo in Mediaset  e in Telecom Italia . Il termine attualmente previsto è il 18 giugno. Il Ceo di Vivendi, Arnaud DePuyfontaine, dovrebbe incontrare Agcom nella giornata di oggi. Secondo la Repubblica, la richiesta di proroga potrebbe essere motivata dal fatto che Vivendi starebbe cercando di raggiungere un accordo con Fininvest in vista dell'assemblea degli azionisti di Mediaset del 28 giugno. Rispetto ai diritti della Champions League, il Sole24Ore riporta che Vivendi e Discovery non avrebbero presentato offerte, mentre sarebbero arrivate due offerte da Mediaset e Sky. Sky viene data per favorita e le indiscrezioni indicano che un soggetto avrebbe presentato una maxi offerta da 260 milioni a stagione (nella precedente asta Mediaset aveva offerto 240 milioni).
Infine Sky ha reso noto ieri di essersi aggiudicata i diritti della Champions League in Germania.

italia sempre meno attrattiva per gli investitori esteri

L’Italia è sempre meno attrattiva per gli investitori esteri. Il nostro Paese perde posizioni nella classifica internazionale e l’Aibe Index, elaborato dal Censis con l’Associazione delle banche estere, scende a 40,3 dal 47,8 registrato nel 2016. Considerato che 100 è il valore massimo, l’Italia viene dunque ritenuta un Paese in cui non è molto conveniente investire: tra le cause principali il carico fiscale, i tempi della giustizia civile e il carico normativo e burocratico.

BANCHE VENETE

Stando a quanto riportato dai giornali, ci sarebbe un'apertura da parte delle autorità europee a una riduzione dell'ammontare privato alle ricapitalizzazione delle Banche Venete dall'attuale 1,25 miliardi di euro a 700/800 milioni. Inoltre il governo starebbe lavorando sia alla ricerca di investimenti privati da parte di fondi (il Messaggero cita Atlas, Centerbridge, Warburg Pincus e Baupost) che a un possibile intervento del SRF italiano che vedrebbe il contributo delle banche italiane in funzione della loro quota di mercato.

Potrebbe essere messa da parte per il momento la fusione tra Veneto Banca e Banca Popolare di Vicenza, prevista dall'attuale piano, qualora si materializzasse l'intervento del sistema bancario pilotato da Intesa e Unicredit per il salvataggio delle due ex popolari.
Ancora non e' chiara l'architettura tecnica per mettere in piedi l'operazione, su cui circolano diverse ipotesi. L'obiettivo e' raccogliere gli 1,2 miliardi di fondi privati necessari per ottenere l'ok della Commissione Ue alla ricapitalizzazione precauzionale. Secondo alcune indiscrezioni di stampa, sarebbero state sondate anche alcune grandi banche internazionali presenti in Italia.
Tuttavia, dopo quanto detto da Padoan e confermato dalla Commissione Ue, il cda della banca vicentina si e' tenuto ieri in un clima piu' disteso, come sottolineato dal presidente Gianni Mion: 'll consiglio si e' svolto in un clima sereno perche' e' stato preceduto dal comunicato del ministro Padoan che ha rassicurato sulla brevita' dei tempi e sulla possibilita' di trovare una soluzione'

DIGITOUCH

La controllata Audiens, società nata nel 2014 con l'obiettivo di raccogliere e profilare i dati delle società di telecomunicazioni per la loro valorizzazione a fini pubblicitari sul cellulare, ha lanciato annunciato il lancio di una nuova soluzione proprietaria di gestione dati rivolta alle aziende di tutti i settori che desiderano pianificare campagne a performance, grazie alla valorizzazione di dati di prima, seconda e terza parte.

In dettaglio la nuova piattaforma consente alle aziende di unificare i dati comportamentali dei clienti online ai dati del CRM, per migliorare le performance delle proprie campagne digitali. Grazie a un'offerta modulare è possibile pianificare campagne data-driven sia ad aziende di grandi dimensioni che PMI. Con oltre 30 milioni di utenti Italiani anonimizzati profilati (di cui 10 milioni di utenti mobile con dati demografici certificati) e oltre 300 milioni di impression ascoltate al mese provenienti da centinaia di siti web e mobile di editori italiani, la nuova piattaforma di Audiens mette a disposizione di tutti gli inserzionisti pubblicitari un'ampia inventory di segmenti di pubblico italiano profilati su base socio-demo e comportamentale. Audiens è integrata con le principali piattaforme di pianificazione pubblicitaria, quali DoubleClick, AppNexus, Adform, TheTradeDesk, Adobe e Adwords.
Secondo gli analisti di KT&Partners nonostante il rialzo messo a segno negli ultimi mesi il titolo continua ad essere sottovalutato alla luce del posizionamento di mercato nell'industria italiana del marketing digitale che cresce a doppia cifra.
Digitouch tratta a 3,6 volte l'Ebitda 2016 e 3 volte il 2017 a conto di oltre il 60% rispetto ai principali concorrenti.

ATLANTIA

L’Ad di Edizione Marco Patuano ritiene che l'operatore delle torri Cellnex, controllata di Abertis,  sia un asset interessante da mantenere nel portafoglio della  futura nuova entita' che nascerebbe dall’integrazione di Atlantia con il gruppo spagnolo.
'Direi che e' un settore da considerare come un bell’asset in portafoglio”, ha risposto Patuano a una domanda in merito alla possibile cessione di Cellnex che Atlantia si trovera' in portafoglio post Opas.
“Una quota in ogni caso andra' ceduta per evitare l’Opa a cascata, stiamo parlando di un 4-5%', ha poi aggiunto l’Ad di Edizione, holding della famiglia Benetton che attraverso Sintonia controlla Atlantia.

ENEL

Il colosso elettrico italiano potrebbe emettere una nuova obbligazione verde nel prossimo semestre per rifinanziare in anticipo parte del debito in scadenza entro il 2018 alla luce del grande successo riscosso lo scorso gennaio della prima emissione di questa tipologia di strumento di debito.
Ad alzare il velo sulle prossime mosse di Enel, Alessandro Canta, responsabile dell'area finanza del gruppo tricolore, il quale in un'intervista a Bloomberg ha dichiarato che se Enel decidera' di tornare sul mercato internazionale dei corporate bond entro l'anno, lo fara' sicuramente attraverso un nuovo Green Bond denominato in valuta elvetica. I vertici del colosso elettrico italiano non hanno intenzione di emettere obbligazioni denominate in sterline, almeno fino a quando persisteranno le incertezze sul fronte Brexit con conseguente forte aumento della volatilita' del cambio.
Ricordiamo che a inizio 2017 il gruppo guidato da Francesco Starace ha effettuato un'emissione di Green Bond da 1,25 miliardi che e' andata letteralmente a ruba alla luce dei circa 3 miliardi richiesti dagli investitori.
Lo stesso Canta ha poi ricordato che tra il 2017 e il 2019 scadono ben 12,4 miliardi di debiti per Enel, di cui 6 miliardi sono stati gia' pre-finanziati con l'obiettivo di ridurre di circa 100 milioni il costo degli interessi passivi gia' a partire dall'esercizio in corso.
A piazza Affari, la mattinata per i titoli Enel e' iniziata senza particolari scossoni e attualmente stanno trattando a 4,868 euro, registrando un rialzo dello 0,4% rispetto alla chiusura di ieri. Una performance leggermente migliore a quella del principale indice di piazza Affari, il Ftse Mib, ma inferiore al +0,8% dell'Eurostoxx 600 Utilities.

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