La rinascita del Dollaro

Aprile 3, 2013

dollaroArticolo a cura di Christophe Bernard, Chief Strategist di Vontobel .

Abbiamo estrapolato alcuni passaggi

A nostro parere, la valuta americana sta per entrare in una nuova fase di apprezzamento. Le nostre previsioni si basano sulle seguenti ipotesi:
1)grazie alla forte crescita della produzione di petrolio e gas da fonti non convenzionali, gli Stati Uniti potranno diventare autosufficienti nell’approvvigionamento energetico entro il 2020. Di conseguenza, il disavanzo delle partite correnti potrebbe trasformarsi in un avanzo;
2) i prezzi energetici molto più bassi rispetto ad altri paesi, aumentano la competitività dell’industria manifatturiera americana, attraggono investimenti diretti esteri e inducono le imprese a riconsiderare i loro piani di outsourcing; Bank Vontobel AG 2 Commento di mercato 2 aprile 2013
3) di fronte ai seri problemi dela sterlina, dello yen e dell’euro, e con il franco svizzero agganciato alla valuta europea non c’è più un’alternativa credibile al dollaro USA come valuta di riserva mondiale, almeno nell’universo delle valute cartacee. I mercati finanziari reggono agli shock politici I mercati finanziari non si sono lasciati influenzare dall’incerto esito delle elezioni politiche in Italia, né dall’inizio dei tagli automatici della spesa negli Stati Uniti o dall’insicurezza sul pacchetto di salvataggio per Cipro. La robustezza dei mercati è un fattore di per sé positivo, ma nel nostro caso ha avuto un effetto collaterale avverso: il warrant put sul S&P 500, che avevamo acquistato in gennaio per proteggere i nostri portafogli da un possibile regresso, è scaduto senza essere esercitato. Anche se non è piacevole pagare per una copertura contro rischi che non si materializzano, l’uso di strumenti di protezione è un importante aspetto della costruzione dei nostri portafogli. Oltre alla marea di liquidità messa a disposizione dalle banche centrali, un fattore chiave a sostegno delle borse mondiali è la forza dell’economia statunitense. Gli ultimi indicatori sull’occupazione e l’attività economica hanno di lunga superato le attese.Indubbiamente, la Fed riesce molto bene a spingere al rialzo i prezzi degli asset (azioni e immobili) e risvegliare la fiducia dei consumatori. Salvo un’eventuale depressione economica, gli utili societari sembrano ben sostenuti. I nostri portafogli sono largamente “neutrali” negli attivi a rischio, mentre sovrappesano il debito sovrano dei paesi emergenti e le obbligazioni societarie “high yield” e sottopesano i titoli di Stato dei porti sicuri. Sebbene tutte le classi di attività sembrino a buon prezzo rispetto ai governativi, in termini assoluti le valutazioni non appaiono particolarmente allettanti. Per questo motivo manteniamo un’elevata quota di liquidità e puntiamo su temi specifici all’interno del paniere azionario, come le banche USA e le “risorse intelligenti”, cioè aziende specializzate che riforniscono l’industria del petrolio e del gas e il settore agricolo.

Fonte sodionline

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