PIL ITALIA E PREZZI AL CONSUMO INDIRIZZANO IL NOSTRO PAESE (FUORI DALLA RECESSIONE),PIL USA SI CONTRAE

Maggio 29, 2015

PIL

PIL ITALIA E PREZZI AL CONSUMO INDIRIZZANO IL NOSTRO PAESE  (FUORI DALLA RECESSIONE),PIL USA SI CONTRAE

Secondo i dati definitivi resi noti da Istat, nel primo trimestre del 2015 il Pil italiano è aumentato dello 0,3% in termini congiunturali, dalla variazione nulla del trimestre precedente.Su base annua il Pil registra un aumento dello 0,1% (rivisto da una variazione nulla) dal -0,4% (rivisto da -0,5%) del trimestre precedente.Dopo tre anni di recessione, l’Italia sembra dunque aver iniziato a beneficiare del mix macro economico favorevole determinato dalle politiche espansive della Bce e dalla discesa di euro e prezzi del greggio.La più recente stima del governo per il 2015, a cui si è allineato questo mese lo stesso Istat migliorando di 0,2 punti percentuali la sua precedente previsione, dà il Pil a +0,7% (dal-0,4% registrato nel 2014).Questa settimana il governatore della Banca d’Italia, Ignazio Visco, ha detto che il Pil è destinato a crescere nei prossimi trimestri del 2015, sottolineando che anche la dinamica degli investimenti è tornata positiva. La variazione del Pil acquisita per il 2015 è pari a 0,2%.

Secondo i dati provvisori di Istat, a maggio l’indice Nic dei prezzi al consumo è salito dello 0,2% sia su base congiunturale che sullo stesso periodo dell’anno precedente.Le attese, elaborate in un sondaggio , indicavano un aumento dello 0,1% sia su mese che su anno.L’aumento tendenziale di maggio è il primo dallo 0,2% registrato nel novembre 2014.L’inflazione acquisita per il 2015 è pari a +0,1%.”La ripresa dell’inflazione, dopo quattro mesi consecutivi di valori negativi, è dovuta principalmente all’ulteriore ridimensionamento della flessione su base annua dei prezzi dei Beni energetici non regolamentati (-7,2%, da -8,7% di aprile) e all’accelerazione della crescita tendenziale dei prezzi dei servizi”, spiega l’Istat.L’inflazione di fondo, calcolata al netto dei beni energetici e degli alimentari freschi, sale a +0,6%. Al netto dei soli beni energetici l’inflazione si porta a +0,8%.I prezzi dei prodotti acquistati con maggiore frequenza aumentano dello 0,3% sia su base mensile che su base annua.I prezzi dei beni alimentari, per la cura della casa e della persona registrano un aumento dello 0,1% su base congiunturale e dello 0,8% su base annua.

LE REAZIONI SUL FTSEMIB

In partenza ,prima dell’uscita di questi dati ,il nostro indice era indirizzato verso un ripiegamento a 23600 ,poi oltre al fatto che su questo livello c’era un enorme supporto ha ricevuto ottime conferme su PIL E PREZZI AL CONSUMO,per tale ragione siamo ripartiti ,in attesa dei dati sul PIL piu’ importante degli USA.GENERALI , ha ripiegato , ovviamente visto il gran movimento rialzista e l’aver scontato l’investor day,ma verso chiusura gap a 17,37 eu ,per noi è buy.MPS altra seduta senza danni ,ci stiamo pian pianino avvicinando alla chiusura dell’ADC ,per tale ragione diminuira’ la volatilita’ ed avremo stabilizzazioni di prezzo e valuteremo se entrare o meno sull’azione.Per Ing BANK,Per quanto riguarda poi la Grecia, “il Governo ellenico sembra puntare a un accordo entro domenica, mentre il Fondo Monetario Internazionale sembra meno ottimista. Non si capisce se questo sia solo uno stratagemma per evitare una corsa agli sportelli in Grecia o se si stia andando verso una vera e propria svolta dei negoziati. Ci dovremmo preparare a diverse conference call e meeting dell’Eurogruppo nelle prossime settimane”.”Un portavoce della Commissione europea ha dichiarato che si sta lavorando su un unico scenario, quello della permanenza della Grecia in Europa. Ovviamente sono affermazioni che non stupiscono, ma comunque danno un po’ di sostegno a un azionario cauto in attesa . Margaritis Schinas, portavoce della Commissione, ha detto che la Bce, il Fondo monetario internazionale e la Commissione europea ‘lavorano con la Grecia per un accordo. Possiamo confermare che stiamo lavorando su un solo scenario, cioe’ che la Grecia resti nell’Eurozona’.Poi nel pomeriggio IL PIL USA,del primo trimestre che e’ stato rivisto a -0,7% da +0,2%. “Il dato e’ stato leggermente migliore delle attese (-0,8%). Quello che si vede e’ che la maggior parte della riduzione e’ stata legata ad esportazioni nette e scorte”, “il mercato non ha reagito particolarmente in un primo momento  perche’ comunque il dato SI  negativo ,ma .’ leggermente migliore delle attese”.Il nostro indice , alla fine   ha avuto  un ripiegamento , proprio per ulteriori e negativi dati USA..I dati usciti dagli USA non esaltanti hanno conferito forza alla moneta Unica,mostrando che ancora la debolezza negli USA ,potrebbe far slittare il rialzo dei tassi al prossimo anno.La debolezza di WALLY ha portato sul finale di seduta ,ad una chiusura a ridosso del supporto ,posto a 23400 .Segnaliamo la discesa sul finale di BANCA INTESA che lascia un 2% di perdita ,cosa che non accadeva da molto tempo.

 GRAFICAMENTE

 ASPETTANDO IL FINE SETTIMANA SE CI SARA’ ACCORDO PER LA SITUAZIONE GRECA,GRAFICAMENTE NON POSSIAMO ESPRIMERE ALTRI GIUDIZI ,POICHE’ TROPPO LEGATI A CIO’ CHE ACCADRA’ TRA TSIPRAS E UE,FMI.

BORSA USA PIL IN CONTRAZIONE E DATI NEGATIVI

L’economia degli Stati Uniti si è contratta nel primo trimestre dell’anno, appesantita dalle condizioni meteorologiche particolarmente avverse dell’ultimo inverno e dal progressivo rafforzamento del dollaro.La seconda lettura del Pil Usa dei primi tre mesi dell’anno mostra una contrazione dello 0,7% annualizzato, contro una prima indicazione di +0,2% diffusa il mese scorso.Le previsioni degli economisti erano per una revisione a -0,8%.La revisione al ribasso è legata ad un deficit commerciale più ampio di quanto inizialmente previsto, e a una minore accumulazione di scorte da parte delle imprese.Nell’ultimo trimestre delle 2014 l’economia Usa era cresciuta del 2,2%.Con stime di ripresa della crescita nel secondo trimestre attualmente attorno al 2%, l’economia Usa appare destinata alla peggiora prima parte dell’anno dal 2011.Gli economisti invitano tuttavia alla cautela, e sconsigliano di cercare eccessivi significati nei numeri del primo trimestre: numeri che, sottolineano, hanno pagato la combinazione di diversi fattori sfavorevoli ma transitori, nonché da alcune problematiche tecniche legate alla stagionalizzazione dei dati.

Il Chicago PMI è sceso a maggio, rispetto ad aprile, da 52,3 a 46,2 punti. Gli economisti avevano atteso un aumento a 53 punti.Ricordiamo che un valore al di sopra di 50 punti segnala una crescita dell’attività manifatturiera nella zona di Chicago mentre un valore inferiore indica una contrazione.

FIDUCIA CONSUMATORI

– L’indice di fiducia dei consumatori elaborato dall’Università del Michigan è sceso a maggio a 90,7, sopra il dato preliminare di 88,6 e le stime di 89,9.Il dato è comunque in calo rispetto alla lettura di aprile di 95,9.L’indice finale sulle condizioni attuali è salito a 100,8 da 107,0 del mese precedente (e dal preliminare di 99,8), leggermente sopra il consensus di 100,5.L’indice sulle aspettative dei consumatori si è attestato a 84,2 (consensus 83,1)rispetto al preliminare di 81,5 e il dato finale di aprile di 88,8.

AZIONI CINESI

Gli analisti di Credit Suisse si concentrano sulla Cina. Gli esperti spiegano che l’azionario cinese e’ salito molto per via dell’alto ammontare di liquidita’ che la Banca centrale cinese ha iniettato nel sistema. Gli investitori hanno poi riallocato le proprie risorse sulle azioni, sottolinea CS. “Il mercato domestico cinese si trova quindi in presenza di una bolla? Dal punto di vista tecnico e alla luce dell’attivita’ speculativa che si osserva, la risposta e’ affermativa dal momento che si eccedono i livelli del 2007. Comunque, in un’analisi che prende in considerazione” gli utili, il rendimento dei Bond, i prezzi e tante altre variabili, si dimostra che questi livelli sono significativamente inferiori rispetto a quelli del 2007. Comunque, prosegue CS, si puo’ dire con certezza che “il mercato si e’ allontanato dai fondamentali. Il nostro modello di regressione mostra che il mercato e’ caratterizzato da un 23% di ipercomprato”. Gli analisti consigliano quindi di posizionarsi su titoli con valutazioni basse.

Borsa Giapponese

La borsa giapponese ha chiuso oggi con un rialzo marginale, dopo aver registrato un’avanzata più decisa nel corso di seduta, e segna così la più lunga serie di sedute consecutive positive dal febbraio 1988, con ben 11 giornate.L’indice Nikkei ha chiuso a 20.563,15 punti pari a +0,06%, mentre il più ampio Topix è salito dello 0,05% a 1.673,65 punti.”Tutti sono cauti perché il mercato potrebbe registrare una correzione in ogni momento.Tuttavia, il mercato è davvero stabile”, dice Toshiyuki Kanayama, analista di mercato di Monex Securities.Il rally giapponese è stato motivato soprattutto dal migliori andamento delle aziende, dall’attesa di dividendi maggiori e anche,ultimamente, dalla debolezza dello yen contro il dollaro, di cui beneficia l’export.

IPO MASSIMO ZANETTI

Massimo Zanetti Beverage Group ha fissato il Prezzo di Offerta relativo all’Offerta Globale di Vendita e Sottoscrizione (Opvs) delle proprie azioni ordinarie finalizzata alla quotazione sul segmento STAR di Piazza Affari a quota 11,60 per azione per un controvalore complessivo di circa 128 milioni di euro, esclusa l’opzione Greenshoe e al lordo di commissioni e spese relative all’operazione. La capitalizzazione della società sarà pari a circa 398 milioni di euro, calcolata sulla base del Prezzo di Offerta. La ripartizione delle Azioni tra il Collocamento Istituzionale e l’Offerta Pubblica verrà effettuata avvalendosi anche della facoltà di claw back prevista dal Prospetto di quotazione.

TELECOM

L’Authority argentina ha dato il via libera alla scissione di Telco, che detiene indirettamente il 22,4% del capitale ordinario di Telecom Italia.I soci italiani di Telco (7,6% del capitale di Telecom Italia) hanno già dichiarato di voler vendere le proprie quote.Telefonica invece trasferirà la sua partecipazione rimanente dell’8,3% a Vivendi. Il mercato si domanda ora quali saranno le mosse future sull’assetto proprietario.Secondo Il Sole 24Ore, Bollorè (Vivendi) potrebbe salire al 15% di Telecom Italia. Secondo il Corriere della Sera, Bollorè potrebbe salire al 10-12% per dare più che altro un segnale di impegno di lungo periodo.Gli altri soci di Telco, Generali (4,3%), Intesa Sanpaolo e Mediobanca (1,6% ciascuno) venderanno le loro quote, ma rimane da chiarire se saranno vendute sul mercato o fuori mercato visto l’interesse di Vivendi.

 

 

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