Rumors del 5 settembre

Settembre 5, 2018

Rumors del 5 settembre

UNICREDIT

Nelle sale operative da ieri quasi non si parla d'altro che del possibile matrimonio tra Unicredit e SocGen . Da chi sostiene che l'operazione servira' per sbloccare lo stallo diplomatico Italia-Francia in Libia a chi e' convinto che il ceo di Unicredit , Jean Pierre Mustier, sia ormai determinato a portare a termine il progetto, costi quel che costi, compresa la sua poltrona. Ci sono ad esempio azionisti importanti che ritengono che in realta' si stia facendo "molto rumore per nulla". Da Unicredit non provengono commenti alle indiscrezioni, anche se pochi giorni fa Mustier ha ribadito che il piano della banca prevede solo una crescita organica. Intanto, come primo effetto, le indiscrezioni hanno fatto bene a entrambi i titoli azionari, che peraltro nell'ultimo anno si sono mossi quasi all'unisono. Le azioni Unicredit hanno chiuso la seduta guadagnando il 4,07% a 13 euro, mentre i titoli della transalpina Societe Generale sono saliti dell'1,23% a 35,76 euro. La molla che ha riportato sotto i riflettori le nozze tra i due istituti, scrive MF, e' stata la nomina di Sebastien Proto a direttore strategico di SocGen , accompagnata in Francia dalle indiscrezioni secondo cui il primo dossier caldo del nuovo manager sara' proprio il matrimonio con Unicredit. Che il progetto sia almeno transitato sui tavoli dei due istituti e' cosa nota e MF-Milano Finanza ha svelato in tempi non sospetti che tra gli advisor della banca italiana c'e' Daniel Bouton, ex presidente di SocGen e senior advisor di Rothschild, societa' dalla quale proviene lo stesso Proto. Non solo, ma ieri nei corridoi di Unicredit si respirava una certa tensione e molti hanno letto come un segnale legato alle indiscrezioni anche il fatto che l'istituto abbia bloccato le comunicazioni dell'ufficio stampa estero. Tra gli analisti intanto si fanno i calcoli e si valutano i possibili scenari, tutti chiaramente prematuri, in vista di una possibile operazione. I problemi di un'aggregazione vanno dalla multa comminata dagli Usa a SocGen ai molti Btp nel portafoglio crediti di Unicredit.

 

MPS

-B.Mps riapre il mercato degli Npl con il dossier Merlino che prevede la cessione di circa 2,5 mld di non performing loan di tipo unsecured. Lo scrive Il Sole 24 opre spiegando che al lavoro ci sarebbe l'advisor Pwc e in corsa ci sarebbero tutti i maggiori operatori del settore per un portafoglio che sara' suddiviso in diversi pacchetti e che comprende anche il settore del credito al consumo di Consum.it. In lizza anche Banca Ifis, Hoist, Cerberus, Mb Credit Solutions e Kruk. In una fase cruciale, prosegue il giornale, anche l'operazione messa in cantiere da Banco Bpm su un portafoglio di sofferenze che potrebbe variare, a seconda delle decisioni della banca, da 3,5 mld fino a circa 8-9, con annessa vendita della piattaforma. Dopo che ad inizio agosto e' stata individuata una short list di investitori, il processo sarebbe ora in fase di due diligence. Tre i soggetti in campo: si tratta della cordata costituita da DoBank, Fortress e Spaxs, quella costituita da Credito Fondiario ed Elliott e quella costituita da Christofferson Robb&Company, Davidson Kempner, Prelios e Fire. Un fronte altrettanto caldo e' quello della cessione di portafogli di Utp, unlikely to pay. Sempre Mps ha avviato il progetto Morgana (advisor Kpmg) su 1,1 mld di incagli. In fase avanzata e' invece uno dei dossier che ha avviato Intesa Sanpaolo. La banca guidata da Carlo Messina sarebbe al lavoro su un pacchetto, battezzato Project Levante, che farebbe riferimento a una cinquantina di posizioni di Utp sparse per l'Italia. Dopo una prima fase in cui c'e' stata una scrematura dei potenziali compratori, sarebbe stata individuata una short list: in corsa ci sarebbero grandi fondi internazionali del calibro di Bain Capital Credit (che gia' si e' aggiudicato gli Utp di Cariparma e di B.Carige), Apollo, Bayview. Sotto i riflettori, conclude il giornale, anche un portafoglio di Intesa Sanpaolo di circa 250 mln di Npl relativi a impianti fotovoltaici in Italia: impianti solari finiti in default per non aver ripagato il finanziamento. La transazione, alla quale e' stato assegnato il nome di progetto Luce, avrebbe riscosso negli ultimi mesi l'interesse sia di soggetti finanziari sia di altri gruppi specializzati proprio sulle energie rinnovabili.

TELECOM

l'a.d. Amos Genish ha comprato sul mercato 1 milioni di azioni ordinarie a un prezzo medio di 0,5234 euro. Diversamente da quanto scrive Il Messaggero, secondo altri quotidiani il posto di Genish potrebbe essere messo in discussione nel corso di un CdA in agenda il 24 settembre. A ottobre o novembre, secondo ipotesi di stampa, Vivendi potrebbe provare a riprendere il controllo chiedendo la revoca del board alla luce dei risultati insoddisfacenti.  L'Agcom ha reso noto di avere prolungato di 90 giorni le tempistiche per esaminare la proposta di TIM sulla separazione societaria della rete (la delibera 397/18/CONS risale al 25 luglio ma è stata pubblicata ieri).

GPI

Il Cda di GPI ha deliberato di avviare un nuovo programma di acquisto di azioni proprie in esecuzione della delibera dell'assemblea dei soci del 30 aprile 2018.
Il buy-back e' finalizzato ad effettuare operazioni di investimento e costituzione di magazzino titoli, nonche' ad acquisire azioni proprie da utilizzare per operazioni sul capitale o altre operazioni in relazione alle quali si renda necessario o anche solo opportuno procedere all'acquisto, allo scambio o alla cessione di pacchetti azionari anche a seguito di acquisizioni e accordi commerciali con partner strategici.
Il programma, che e' iniziato ieri e terminera' il 30 ottobre 2019, avra' per oggetto un numero di azioni ordinarie comunque non superiore al 2,5% del numero di azioni della societa' per tempo in circolazione, considerate le azioni proprie in portafoglio acquistate in esecuzione della precedente delibera assembleare, tale per cui il controvalore massimo complessivo degli acquisti sia pari a 6 milioni.

FINCANTIERI

Con riferimento all'exit offer finalizzata all'acquisto di azioni ordinarie di Vard Holdings Limited non gia' detenute direttamente o indirettamente lanciata da Fincantieri Oil & Gas, Fincantieri rende noto che la chiusura del periodo di offerta, precedentemente stabilita per le ore 17h30 (orario di Singapore) di oggi, e' stata posticipata alle 17h30 (orario di Singapore) del 19 settembre 2018, o ad altre date future che saranno comunicate da o per conto di Fincantieri O&G. Lo si apprende da una breve nota.

ATLANTIA

Atlantia tira dritto su Abertis. Lo scrive Il Messaggero spiegando che il crollo del ponte di Genova con la coda di polemiche, tensioni e minacce di revoca non avra' l'effetto di condizionare l'operazione, come si e' temuto fino a qualche giorno fa. Per questo, prosegue il giornale, Federico Galeffi, finance manager di Atlantia, negli ultimi giorni ha avuto colloqui con i dirigenti di Intesa Sanpaolo, Unicredit, Mediobanca, Bnp Paribas, Banco Bpm, che assieme alla Cdp hanno messo a disposizione in totale linee per 7 mld. Il manager avrebbe escluso l'avverarsi di eventi di default che avrebbero potuto far scattare clausole tali da pregiudicare il finanziamento, non essendo sopraggiunte sentenze avverse. L'erogazione dovrebbe avvenire entro fine mese, quando si saranno perfezionati gli ultimi adempimenti. Dalla centrale rischi di Bankitalia, continua il quotidiano, a giugno scorso Atlantia ha un totale accordato dal sistema bancario di 8,694 mld, utilizzando solo mille euro. Autostrade per l'Italia ha un accordato di 2,3 mld di cui utilizza 825 mln. Il gruppo dei Benetton potra' portare quindi a termine l'assalto ad Abertis. Il finanziamento si compone del pacchetto originario di 4 mld durata cinque anni, ai quali si e' aggiunto un nuovo finanziamento di 3 mld, sostitutivo di una linea bridge to bond, cassata per la mancata emissione di un prestito obbligazionario ritenuto troppo rischioso per le incertezze dei mercati.

RECORDATI

Secondo quanto riportato da Bloomberg, Recordati potrebbe emettere un'obbligazione ad alto rendimento per 1 miliardo di euro.
Indiscrezioni generiche, senza chiarezza sul fatto che ad emettere il bond sia la società quotata o la holding e sull'utilizzo dei fondi.

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