RUMORS DEL 6 FEBBRAIO

Febbraio 6, 2017

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MPS

In attesa della ricapitalizzazione pubblica, Montepaschi procede sulla strada delle dismissioni. La banca guidata da Marco Morelli ha raggiunto un accordo vincolante con Istituto Centrale delle Banche Popolari Italiane (Icpbi), per la cessione delle attivita' riconducibili al business del merchant acquiring, cioe' il sistema dei pagamenti tramite carte elettroniche. Il prezzo e' stato concordato sulla base di un enterprise value di 520 milioni.L'Icpbi, che fa capo ad alcuni fondi di private equity, aveva realizzato a fine 2016 l'acquisizione dell'attivita' di monetica del gruppo Bassilichi e ora punta alla creazione di un polo italiano nel settore dei pagamenti elettronici Per Montepaschi, l'operazione segue la linea strategica evidenziata nel Piano Industriale 2016-2019 presentato al mercato in data 25 ottobre 2016.Dal punto di vista operativo, Montepaschi continuera' a fornire alla propria clientela i servizi di pagamento elettronico grazie a un accordo di durata decennale con CartaSi', che fa capo a Icpbi, per lo sviluppo e il collocamento di prodotti e servizi di pagamento tramite gli sportelli della rete bancaria.
Nel 2016 il Merchant Acquiring ha realizzato transazioni per un volume complessivo di 17 miliardi di euro, di cui il 60% realizzati su punti vendita di clientela appartenente al comparto della Gdo, mentre il rimanente 40% presso operatori Pmi o small business.Il closing dell'operazione e' subordinato al soddisfacimento di alcune condizioni sospensive standard per operazioni di questo tipo, tra cui l'ottenimento dell'autorizzazione da parte della Banca d'Italia e dell'autorita' antitrust.

Pensioni, Poletti: “Il sistema previdenziale è in equilibrio”

Chiamato a riferire in Commissione Lavoro al Senato, il ministro Giuliano Poletti ha spiegato che il sistema previdenziale italiano è sostenibile nel lungo periodo ed è in equilibrio. E le misure adottate con l’ultima legge di Bilancio “non danno adito a problemi né sulla spesa pensionistica né sul bilancio pubblico”.

SARAS

. Dal sito della societa' emerge che il margine di raffinazione medio nell'area del Mediterraneo della scorsa settimana e' lievemente salito a circa 3,1 dollari al barile dai 3 usd della settimana precedente

UBI

Si rafforza, anche se di pochi punti percentuali, il patto bresciano di Ubi. Il Sindacato azionisti Ubi banca ha pubblicato il 31 gennaio un avviso per comunicare l'ingresso nel patto di un nuovo socio e l'incremento della percentuale di azioni sindacate al 13,67%. Poco rispetto al fronte precedente, ma significativo per indicare la volonta' di dare all'ex popolare un azionariato di rifermento in grado di indirizzare le scelte strategiche dell'istituto.
Il 13,67% del capitale della componente bresciana vede tra i principali partecipanti la famiglia Bazoli, la famiglia Lucchini e la famiglia Zaleski, attraverso la Societa' Camuna di Partecipazioni che ha apportato una quota pari al 3,38% del capitale della banca.
Ma il nocciolo duro di Ubi, oltre che al ramo della Leonessa, puo' contare sulla componente bergamasca, riunita nel patto dei Mille cui fa capo il 3,4% del capitale e che vede tra i principali aderenti la famiglia Zanetti. E sulla quota della Fondazione Cassa risparmio di Cuneo, che possiede il 5,91% della banca. La Fondazione Banca del Monte, invece, ha apportato la sue quota del 5,2% al patto bresciano.
In totale, quindi, Ubi banca puo' contare su un nucleo stabile di azionisti pari al 22,97% del capitale. Non bisogna tuttavia dimenticare l'importanza dei fondi comuni d'investimento dove spicca la presenza dell'anglosassone Silchester che detiene il 5,123% del capitale.

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