RUMORS E NEWS DEL 3 OTTOBRE

Ottobre 3, 2018

RUMORS E NEWS DEL 3 OTTOBRE

TELECOM

Si è chiusa la procedura per l'assegnazione dei diritti d'uso delle frequenze per il 5G avviata il 13 settembre che ha portato il risultato a 6,55 miliardi di euro.Lo riferisce una nota del ministero dello Sviluppo economico in cui si ricorda che è stato superato di oltre 4 miliardi l'introito minimo fissato nella Legge di Bilancio, a 2,5 miliardi.In una nota separata Telecom Italia  sottolinea che l'investimento complessivo del gruppo ammonta a 2,407 miliardi di euro. L'impatto sulla posizione finanziaria netta nel 2018 sarà di circa 480 milioni di euro, dice il comunicato.Nel dettaglio, il lotto riservato ai nuovi entranti di 10
MHz in banda 700 MHz FDD è stato aggiudicato a Iliad Italia per 676.472.792,00 euro, mentre Vodafone si è aggiudicata 2 lotti generici in banda 700 MHz FDD, per un totale di 10 MHz alla cifra complessiva di 683.236.396. I restanti 2 lotti generici in banda 700 MHz FDD, per un totale di 10 MHz, sono stati aggiudicati da Telecom Italia per un importo complessivo di 680.200.000 euro.I 5 lotti in banda 26 GHz sono stati aggiudicati 1 per ogni società: Telecom Italia ha speso 33.020.000, Iliad Italia ha investito 32,9 milioni, Fastweb si è aggiudicata un lotto per 32,6 milioni, Wind 3 per 32.586.535,00 e Vodafone Italia si è aggiudicata un lotto per 32.586.535,00.Per la banda a 3700 MHz c'è stata la fase più accesa dei rilanci: Telecom Italia si è aggiudicata il lotto specifico (C1) di 80 MHz per 1,64 miliardi, Vodafone Italia si è aggiudicata il lotto generico di 80 MHz per 1,685 miliardi. Wind 3 si è conquistata un lotto generico di 20 MHz per 483.920.000 e la Iliad Italia si è aggiudicata il secondo lotto generico di 20 MHz per 483.900.000.Nessuna offerta, spiega il ministero, è stata fatta per i lotti 700 MHz SDL, pertanto i soggetti che ne abbiano manifestato l'interesse potranno partecipare alla fase di gara successiva, secondo le procedure previste dal disciplinare di gara per frequenze non aggiudicate, che si svolgerà a partire da venerdì 5 ottobre.

ASTALDI

Consob ha prorogato fino al 4 ottobre compreso il divieto temporaneo di vendite allo scoperto in assenza della disponibilita' dei titoli, sulle azioni emesse da Astaldi. E' quanto si legge sul sito dell'authority.

MEDIASET

La tesi di partenza e' che lo stallo in essere tra i due grandi contendenti non giova a nessuno. Anche se Mediaset in questi mesi puo' brindare ai risultati della raccolta pubblicitaria, sostenuta dai Mondiali di Russia di giugno-luglio - gli ascolti in prime time stentano e spesso Rai1 batte nettamente Canale5 -, il braccio di ferro in atto da oltre due anni fa con il secondo azionista di fatto Vivendi (il 28,8% e' stato congelato per il 20% in un trust) non facilita il lavoro di nessuno. E soprattutto, spiega MF, non porta risultati positivi agli azionisti, a partire dai Fininvest (41%) che, come la rivale d'Oltralpe, vede il titolo del Biscione assestarsi ben al di sotto della soglia dei 3 euro: ieri le azioni hanno chiuso a 2,69 euro, con un saldo da inizio anno del 16,6%. Ma si sa che da tempo, ossia dal luglio 2016, il gruppo tv e l'azienda che fa riferimento a Vincent Bollore' sono ai ferri corti. Al punto da finire in tribunale dopo la causa avanzata dal Biscione in seguito al mancato rispetto dall'accordo vincolante siglato nell'aprile 2016 e relativo all'acquisto di parte di Mediaset Premium da parte di Vivendi . Senza trascurare il fatto che l'intesa prevedeva lo scambio azionario incrociato del 3,5%, propedeutico alla nascita di un polo sudeuropeo (Italia-Francia-Spagna) da contrapporre a Sky e a Netflix. Adesso, a poche settimane dall'udienza al Tribunale di Milano, pare che qualche cosa si stia muovendo. Da indiscrezioni di mercato risulta che gli avvocati di parte - Giuseppe Scassellati-Sforzolini, dello studio legale Cleary Gottlieb Steen & Hamilton, per conto di Vivendi , e Michele Carpinelli, special independent counsel dello studio Chiomenti - abbiano ripreso a dialogare per trovare una soluzione. Non solo sul fronte legale ma anche su quello prettamente industriale. Un rinnovato attivismo che si puo' spiegare con l'operazione Comcast-Sky, le continue difficolta' di Canal+ (Vivendi ) in Francia e la concorrenza degli over-the-top

SAVONA CONTI PUBBLICI

-Si sente ripetere che la Francia puo' programmare un deficit di bilancio per il 2,8% del suo pil, mentre l'Italia non potrebbe, perche' il suo debito pubblico e' inferiore al nostro. Queste affermazioni sono fuori da ogni schema logico di macroeconomia e paiono frutto di ideologia e superficiale valutazione della realta'. La Francia, spiega il ministro dei rapporti con l'Ue Paolo Savona su MF, ha un doppio (twin) deficit, di bilancia estera e pubblica, accompagnata da un aumento dei prezzi al consumo che ha recentemente superato il tetto stabilito dalla Bce. Unico nei principali Paesi dell'euroarea il suo disavanzo estero di parte corrente e' dell'1,1% del pil, seguito solo da quello della Grecia con l'1,2%. Vive cioe' al di sopra delle proprie risorse. Il suo deficit di bilancio pubblico e' del 2,4%, a livello di quello preventivato per il 2019 dall'Italia, attualmente al 2%. I dati sono quelli di The Economist, che sono ben standardizzati per i confronti internazionali. Questa condizione richiederebbe una stretta fiscale, ma il saggio di crescita reale della Francia e' nell'ordine dell'1,7%, leggermente superiore al nostro, comunque insufficiente per affrontare la sua disoccupazione del 9,2%, che non discosta dal 10,4% dell'Italia; ha dovuto pertanto scegliere se procedere nella direzione della stretta fiscale o puntare alla ripresa produttiva. Si puo' discutere se abbia scelto di attivare lo strumento adatto, ossia la riduzione delle tasse, ma si deve ritenere che, se ha deciso di aumentare il deficit pubblico, la sua scelta e' comprensibile, pur essendo conscia che il risultato sara' un peggioramento dei due deficit. Essa porta quest'onere a carico del resto del mondo, assorbendo risparmio estero. L'Italia ha invece un avanzo di parte corrente sull'estero del 2,5%, vive cioe' al di sotto delle sue risorse, e ha un 2% di deficit pubblico. La concezione piu' elementare di politica economica suggerisce di espandere la domanda interna; secondo i canoni piu' classici, anche "scavando fosse o costruendo piramidi". Intende invece affrontare la sua crisi di crescita, attualmente la piu' bassa dei principali Paesi dell'eurozona, puntando a un mix tra investimenti e spese correnti per combattere, in particolare, la poverta' e la disoccupazione giovanile. Essa non chiede di assorbire risparmio estero, ossia di portare il peso dell'aggiustamento sugli altri. Anche per l'Italia si puo' discutere se abbia scelto gli strumenti adatti, ma la discussione deve avvenire nel quadro della dinamica politica che deve affrontare.

SNAM

Il Cda di Snam ha deliberato il rinnovo annuale del Programma Emtn, avviato nel 2012, per un controvalore massimo complessivo di 10 miliardi di euro. Di conseguenza, informa una nota, il Consiglio ha deliberato l'emissione, da eseguirsi entro il 2 ottobre 2019, di uno o piu' ulteriori prestiti obbligazionari, per un importo massimo di 1,74 miliardi di euro, maggiorato dell'ammontare corrispondente alle obbligazioni rimborsate nel corso dello stesso periodo, da collocare presso investitori istituzionali operanti principalmente in Europa. Il valore nominale complessivo dei prestiti obbligazionari emessi in circolazione non potra' in ogni caso superare il limite massimo di 10 miliardi di euro. Il Programma Emtn rappresenta uno strumento efficace per reperire sul mercato significative risorse finanziarie in modo rapido, flessibile e a costi competitivi, in coerenza con la prevista evoluzione della struttura finanziaria target della societa'. I titoli emessi potranno essere quotati presso uno o piu' mercati regolamentati. Ad oggi, nell'ambito del Programma Emtn, sono stati emessi prestiti obbligazionari per circa 8,3 miliardi di euro. Il board ha inoltre deliberato l'approvazione di un programma di Euro Commercial Paper e l'emissione di uno o piu' Euro Commercial Paper entro il termine di 2 anni dal 2 ottobre 2018, per un controvalore massimo complessivo di 1 miliardo di euro, maggiorato dell'ammontare corrispondente agli Euro Commercial Paper di volta in volta rimborsati nel corso dello stesso periodo, da collocare presso investitori istituzionali secondo i termini e le modalita' del Programma ECP. Il valore nominale complessivo degli Euro Commercial Paper emessi a valere sul Programma Ecp non potra' in ogni caso superare il limite massimo di 1 miliardo di euro. Il Programma ECP consentira' a Snam di diversificare gli strumenti di finanziamento a breve termine in un'ottica di sempre maggiore flessibilita' nel processo di ottimizzazione della tesoreria

DIGITAL 360

Il gruppo ha costituito una nuova area di advisory "Digital Customer Experience", dedicata alla rilevazione e al disegno della customer experience, ovvero dell'esperienza del cliente vive a contatto con l'impresa.
La nuova area risponderà direttamente al consiglio di amministrazione della controllata Partners4Innovation.
La customer experience abbraccia l'intero rapporto che l'utente ha con l'azienda, quindi ricomprende non solo la vendita, ma anche le altre forme di interazione (richiesta assistenza e rapporto complessivo con il brand).
Forte dei dati diffusi da Forrester Research, che rivelano come l'84% delle imprese aspiri ad essere leader nella customer experience offerta ai propri clienti, ma solo una su cinque li soddisfa pienamente, Digital360 intende fornire, attraverso la controllata Partners4Innovation, una soluzione innovativa alle imprese che intendono ridisegnare la propria strategia digitale.
In particolare, P4I mette a disposizione una piattaforma multicanale unica, composta da testate giornalistiche, portali online, eventi, servizi di comunicazione, marketing e lead generation.

BANCHE

La Banca d'Italia ha pubblicato nuove disposizioni che consentono emissioni di covered bond (Obbligazioni Bancarie Garantite o Obg) anche "alle banche emittenti e/o cedenti le attivita' alla societa' cessionaria che detengono fondi propri inferiori alla soglia di 250 milioni di euro". L'avvio del programma di emissione, si legge su MF, e' soggetto a una preventiva valutazione, caso per caso, condotta dalla Banca d'Italia in base ai criteri definiti nelle nuove norme. Se non risultano rispettate le condizioni minime per l'emissione di Obg, la Banca d'Italia puo' inibire o sottoporre a condizioni l'avvio del programma. Per le banche che detengono fondi propri almeno pari a 250 milioni di euro, rimangono ferme le attuali previsioni, che consentono di avviare emissioni di Obg senza una comunicazione preventiva alla Banca d'Italia. Le disposizioni sono state varate dopo una consultazione con gli operatori di mercato. Nella circostanza l'Abi ha espresso "apprezzamento per la proposta della Banca d'Italia per consentire anche alle banche che detengono fondi propri inferiori alla soglia di 250 milioni di euro di poter emettere obbligazioni bancarie garantite, anticipando le disposizioni contenute nella proposta di direttiva della Commissione Europea in materia di covered bond".

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Basta avere paura quando gli altri sono avidi ed essere avidi quando gli altri hanno paura
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